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Racconti a margine

Nonno Nino

03/04/2011  
Racconto
di
Grazia Alia

Timeoutintensiva OpeNetwork, Samot

“Nessuno può fare per i bambini 

quel che fanno i nonni:

essi spargono polvere di stelle 

sulla vita dei bambini”.

                       Alex Haley

 

Il racconto che segue è una storia vera, raccolta nel quartiere ZEN 2 di Palermo nel corso dell’assistenza ad un malato oncologico terminale: gli allegati che lo accompagnano sono stati pubblicati col permesso della famiglia.

 

Grazia Alia

 

 

Nino non aveva un lavoro fisso, faceva il muratore. Nel suo ambiente lo conoscevano bene ed il lavoro non gli mancava.

Faticava dal mattino fino al tramonto per mettere insieme il necessario, anzi l’indispensabile per la famiglia. O meglio, per le famiglie.

Le sue due figlie maggiori si erano sposate troppo giovani ed erano assoggettate a mariti che si comportavano da veri padroni e che in più non portavano un soldo a casa o ne portavano talmente pochi che non bastavano neppure a soddisfare le esigenze minime, considerato anche che ognuna aveva tre figli!

E lui, ogni sera, dopo il lavoro, prima di tornare a casa, andava a trovare le figlie ed i nipotini e portava ad ognuna un sacchetto con la spesa.

Anche Nino si era sposato giovanissimo e sua moglie, Lucia, era addirittura minorenne. Vivevano in una piccola stanza nella casa paterna ma lavoro non ce n’era e soldi neppure. 

Allora il viaggio al nord, il lavoro in fabbrica e la prima gravidanza di Lucia fra le lacrime, il freddo e la nostalgia per la sua terra.

Per amore suo e della bambina Nino abbandonò il lavoro in fabbrica e tornarono al sud. Incominciò ad arrangiarsi a fare il muratore; poi finalmente gli assegnarono una casa nel quartiere ZEN 2. Nacquero gli altri figli e lui era felice; era felice e lavorava sodo per dare a Lucia ed ai bambini tutto ciò che poteva.

E quando Lucia cominciò ad avere disturbi alla colonna vertebrale lui la sera, dopo il lavoro, la aiutava nelle faccenda domestiche: “…non mi permetteva neppure di chinarmi per raccogliere qualcosa da terra…era un angelo…è stato tutta la mia vita…è la mia vita…”

E ben presto Nino divenne anche un nonno angelo, amato profondamente dai nipotini che lo attendevano sempre trepidanti e che col passare del tempo ben compresero che Nino era per loro anche padre; era colui che parlava con loro, che li consolava e li faceva divertire, li amava e forniva loro il sostentamento.

 

Poi, d’improvviso, la malattia: impietosa, devastante, a soli 54 anni.

L’angoscia di Lucia che non poteva e non voleva credere, lo smarrimento dei nipotini che si aggrappavano a qualsiasi cosa potesse dar loro una speranza di guarigione.

Sei mesi dai primi sintomi alla fine.

 

Nino magrissimo, quasi immobile nel letto, assente, col cervello invaso dalle metastasi. Lucia che si sentiva impotente e sconfitta, e io non avevo argomenti per lenire quel dolore infinito: la perdita dell’uomo che aveva amato fin da ragazzina e con cui aveva diviso tutto, la perdita del sostentamento per lei, le figlie, i nipotini, il mondo che le crollava addosso in un istante, la solitudine assoluta.

Un giorno, fra le lacrime, Lucia aprì un cassetto e mi mostrò alcuni fogli.

Li lessi e non riuscii a trattenere una commozione profonda: erano letterine dei nipotini e per loro preciso desiderio avrebbero dovuto essere sepolte insieme al nonno, sotto la giacca del vestito buono, sul cuore.

Guardai Lucia negli occhi e con molta umiltà le chiesi il permesso di poterle avere e pubblicare prima che seguissero Nino nella tomba; e le dissi anche che avevo individuato una ragione più che valida perché lei si scuotesse dal suo infinito dolore e continuasse a vivere.

Tornai a casa con quel “tesoro” e lo passai allo scanner. Gliele avrei riportate il giorno successivo .

Quando arrivai, la mattina dopo, la porta di casa era aperta, gente saliva le scale…capii…!

Lucia mi venne incontro e mi abbracciò forte.

Le porsi le letterine, e lei le mise sotto la giacca del vestito buono, sul cuore di Nino.

 

P.S. La frase di Alex Haley, riportata all’inizio, compare in un bigliettino di auguri che per la festa dei nonni i nipotini avevano scelto per Nino e Lucia.

 

Riporto il testo della poesia scritta da uno di loro in quell’occasione poiché è poco chiara data la grafia minuta:                 

                                                         Ai miei nonni

                           Vorrei dire a tutti voi che i miei nonni son due eroi

                          Instancabili e perfetti, mi riempiono di affetti.

                         Sono unici e speciali, san curare tutti i mali,

                         non usan medicine, solo baci e carezzine

                        e curano il mio cuore con il loro grande amore. 

 

Nel .pdf scaricabile troverete oltra al racconto anche alcune delle letterine dei nipoti richiamate dal racconto

 

 

Aggiornato al: 11 Aprile 2011

Allegato: Scarica Allegato
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Aggiornato al: 11 Aprile 2011



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