numero 14
26 luglio 2010
chi siamo usa il sito texné curatori archivio pagina iniziale
 
 
 
|Newsletter
Nome:
e-mail:
 
 
|Dite la vostra su...
 
 
 
 
 
 
 
Noi aderiamo ai principi HONcode.
verify here.
 
 
L'ipnotista
Lars Kepler

2009 Longanesi
594 p.
 
Il seme della colpa
Christian Lehman

2009 Meridiano Zero
158 p.
 
 
 
 
“There is an ocean that divides …” (CD)
Scott Matthew
- 2009 Glitterhouse Records -
 
DUE CD E... UN LIBRO

“Hidden”
These New Puritans
- 2010 Hologram -
 
Il manuale del contorsionista (CD)
Craig Clevenger
 
“Espers III” (CD)
Espers
 
 
manda una cartolina a un amico con i quadri di "Daro" Diana.

 
 
 
 



scarica la brochure
e la scheda d'iscrizione




vai al sito ESICM

 

 

 

 

Web Design & Engineering

 

26 luglio 2010
Neuroetica
Le basi neurologiche del senso morale

Neil Levy

recensione di G.Alia
 
2009 Apogeo

recensione di G.Alia

Associazione I.Change





Editore Apogeo

Collana Saggi

Data uscita 26/02/2009

Pagine 352

Lingua Italiano


full text .pdf download


I progressi compiuti nel campo della conoscenza della mente umana, la sempre maggiore comprensione della struttura e del funzionamento del cervello, la possibilità che la scienza ci offre di “leggere” e “manipolare” la mente dell’uomo, non possono non avere come ovvia conseguenza il sorgere di problemi di ordine etico. Frutto spontaneo di questo processo, ha preso forma una nuova disciplina, la NEUROETICA.

Negli ultimi anni sono state proposte varie definizioni di neurotica che sono state progressivamente modificate sulla scorta dell’analisi più dettagliata dei vari aspetti che questa nuova disciplina prevede: aspetti medici, giuridici e delle politiche sociali che potrebbero essere in qualche misura influenzati dagli enormi progressi delle neuroscienze. Essa cerca le basi biologiche della personalità e del comportamento sociale, delle scelte e quindi delle responsabilità.

 

Fino a dove si può spingere la ricerca scientifica, entrando nella mente umana e modificandola, senza conseguenze importanti sull’essere umano e sulla sua capacità di agire e decidere? A questa domanda vorrebbe rispondere l’etica delle neuroscienze che dovrebbe darci un quadro di riferimento su cui regolare la condotta della ricerca scientifica.

Le neuroscienze dell’etica invece si prefiggono una sempre maggior conoscenza dei correlati neurali del pensiero, delle basi neurologiche dell’”agire morale”, del legame fra strutture cerebrali e comportamento, di un “corrispettivo anatomico” della nostra capacità di decidere, di agire, di sentire; volendo semplificare: del rapporto mente/cervello.

Sono questi i due nuclei fondamentali della Neuroetica.

Neil Levy prende in esame le numerose occasioni che pongono, o potrebbero porre, un problema etico ed analizza le differenti condotte che si potrebbero adottare e se queste condotte possono essere definite corrette alla luce delle definizioni che di volta in volta la cultura, la scienza, la filosofia hanno dato dell’etica.

Fino a che punto possiamo spingerci nella manipolazione della mente umana per esempio con l’uso di farmaci che ne potenziano le funzioni o con l’uso di farmaci antidepressivi per aiutare i soggetti a superare situazioni che non riescono a gestire soltanto con le loro capacità o non sarebbe meglio ricorrere a tecniche non invasive e più naturali come per esempio la psicoterapia, piuttosto che a metodi “artificiali” come i farmaci?

Ma anche il potere di convincimento che si potrebbe avere senza far ricorso a molecole non può forse essere considerato una manipolazione? Vogliamo pensare a come le nostre menti, e quindi le nostre scelte, vengono influenzate dai mezzi di comunicazione di massa?

Per esempio nell’ambito della vendita, esistono esperti di quello che è chiamato neuromarketing ed è stata identificata una tecnica di “ancoraggio” (Wansink et al. 1998) con la quale si spinge un cliente ad acquistare un certo prodotto o una quantità di quel certo prodotto in base alle esigenze del venditore!

Argomento caro ai filosofi di ogni tempo, il rapporto mente/cervello li vede ancora una volta al tavolo della discussione con i neuroscienziati.

Levy parte da lontano, dalle ormai universalmente accettate critiche al dualismo cartesiano, argomentando in vari modi e riferendosi a ben note patologie neuropsichiatriche o al normale degrado della mente umana dovuto all’invecchiamento: il fatto che la razionalità e la consapevolezza si degradino come conseguenza del danno di determinate strutture cerebrali, ci permette di affermare che siano queste strutture a sostenere il pensiero e non la “mente immateriale” dei dualisti; il fatto che il danno di strutture ben determinate del cervello sia in grado di modificare comportamenti e capacità di giudizio rende ragione del fatto che siano questa strutture a sostenere il pensiero e la consapevolezza. Nella malattia o nell’invecchiamento non dovremmo osservare alterazioni del pensiero se queste non fossero legate ad alterazioni della materia (neuroni): una mente “immateriale” non può degradarsi come conseguenza del degrado della materia.

Da questa osservazione Levy passa ad esaminare il concetto di consapevolezza e quindi quello di responsabilità: in quanti casi azioni, anche efferate, vengono compiute senza che il soggetto abbia consapevolezza della gravità della sua azione? Quanto sono condannabili questi soggetti?

Neurologi e neuropsichiatri ben conoscono le turbe della “volontarietà” e del comportamento che caratterizzano alcune patologie, (di cui per altro sono ben noti i riferimenti anatomici) oppure i comportamenti “automatici” di cui fra gli altri possono essere autori anche soggetti perfettamente normali.

Ma le neuroscienze si stanno spingendo sempre più avanti e con l’ausilio di tecniche di come la PET o la RM funzionale, stanno cercando i correlati neurali del pensiero.

Si sa che sono state messe a punto ed usate nei tribunali tecniche che dovrebbero rilevare le bugie; e non contenti di tecniche indirette e talora poco affidabili come quella del poligrafo, gli esperti hanno elaborato un sistema di lettura “diretta” della mente nota come brain printing.

Ma quanto sono affidabili, se sono affidabili, queste procedure e quanto è giusto assolvere o condannare anche sulla scorta di questi elementi?

Alcuni studiosi ritengono di aver individuato i correlati neurali del razzismo!

Ma la mente non può essere vista solamente come insieme di neuroni e neurotrasmettitori: molti studi autorevoli di Antonio Damasco e coll. che dimostrano il ruolo delle emozioni nei processi decisionali ed il coinvolgimento di sensazioni corporee (reazioni galvaniche) in questo processo.

Ed ancora un ruolo molto importante è svolto dall’ambiente in cui si vive e dall’influenza che esso può esercitare sull’individuo.

Ben lungi dal trarre conclusioni l’autore invita al dibattito sull’argomento invitandoci a non perdere mai di vista “la cognizione di livello superiore di cui solo gli esseri umani sono capaci e che dipende moltissimo da risorse esterne alla mente ed al corpo: attrezzi cognitivi, stabilità della mente, linguaggio…”  


Questa non è pubblicità commerciale, ma una segnalazione ai nostri lettori nel rispetto del progetto editoriale Timeoutintensiva (N° 11/12 Dicembre 2009).





 
Versione italiana Italiano   |   English version English
 
Area Riservata
 
 
 
 
Foto & messaggi
inviati dai nostri lettori
 
 
 



Ricerca personalizzata


 

Fotografare la sofferenza
reportage fotografico di
Lorenzo Palizzolo
Luglio 2010
 
 
 
 
Rubrica curata da
Andrea Cracchiolo
Daniela Palma
 
L’evoluzione della sensibilità e della resistenza agli antibiotici
Evolution in the antibiotic susceptibility and resistance

Stefania Stefani
Le Infezioni in Medicina, Supplemento 3/2009
Dipartimento di Scienze Microbiologiche, Università degli Studi di Catania



Soccorso extraospedaliero del paziente intossicato da CO
Medicina Subacquea e Iperbarica N. 2 - Giugno 2007 - 45

L. Cantadori, G. Vezzani



 
 
|Link
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Link consigliati



POT POURRI
Rivista di
Fotografia Arte Cultura

www.potpourrimensile.com

scarica la brochure



Rivista di
Recensioni Librarie

www.satisfiction.it

Scarica il numero

 


www.nottidiguardia.it

 
 
Credits | Mappa del sito | Privacy policy
Copyright © 2005- 2015   TimeOut Intensiva  - Le informazioni in questo sito possono essere utilizzate unicamente citando la  provenienza e l'autore
Da un'idea progetto di S. Vasta realizzata da Gaspare Grammatico



Le informazioni riportate su questo sito sono rivolte a anestesisti, rianimatori, intensivisti, medici, nurse, personale sanitario studenti psicologi psicoanalisti e internauti appassionati della materia; hanno unicamente finalità educative e divulgative, non intendono incoraggiare l'autodiagnosi o l'automedicazione, e non possono in alcun modo sostituire il parere del Medico di Fiducia. L'utente non deve pertanto utilizzare le informazioni ricevute per diagnosticare o curare un problema di salute o una malattia, senza prima aver consultato il proprio medico curante. L'informazione medica presente nel sito, in breve, serve a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente.